{"id":152,"date":"2025-05-30T12:27:08","date_gmt":"2025-05-30T10:27:08","guid":{"rendered":"https:\/\/lorzeni.site\/?p=152"},"modified":"2026-05-04T13:20:44","modified_gmt":"2026-05-04T11:20:44","slug":"da-doppio-dominio-ad-a-un-ecosistema-google-centrato-come-abbiamo-semplificato-la-gestione-utenti-e-stampa-in-una-scuola-su-piu-plessi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lorzeni.site\/index.php\/2025\/05\/30\/da-doppio-dominio-ad-a-un-ecosistema-google-centrato-come-abbiamo-semplificato-la-gestione-utenti-e-stampa-in-una-scuola-su-piu-plessi\/","title":{"rendered":"Da doppio dominio AD a un ecosistema Google centrato: come abbiamo semplificato la gestione utenti e stampa in una scuola su pi\u00f9 plessi"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Scenario iniziale: una scuola, due sedi, troppi account<\/h2>\n\n\n\n<p>In molte scuole italiane, la tecnologia non si \u00e8 evoluta secondo una visione unitaria, ma per necessit\u00e0 contingenti. Cos\u00ec anche nella nostra, divisa in due plessi con reti indipendenti, server locali e domini Active Directory separati. Ogni sede aveva un suo dominio, un suo print server, una sua gestione utenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli utenti \u2014 docenti e studenti \u2014 spesso si spostavano tra una sede e l\u2019altra, e per ciascuna avevano:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Un account Windows per accedere ai PC locali<\/li>\n\n\n\n<li>Un account per il Wi-Fi (con o senza RADIUS\/AD)<\/li>\n\n\n\n<li>Un account Google Workspace (identico per entrambi i plessi, ma non collegato all\u2019AD)<\/li>\n\n\n\n<li>Un PIN fotocopie per ogni sede<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Il risultato? Confusione per gli utenti, doppio lavoro per il personale IT, e un senso costante di \u201cfrizione\u201d nell\u2019uso della tecnologia.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Unire i domini AD? Una soluzione a met\u00e0<\/h2>\n\n\n\n<p>Una delle ipotesi valutate era quella pi\u00f9 classica: unire i due domini AD e creare un controller di replica tra i due plessi. Una strada percorribile, ma che avrebbe risolto solo <strong>una parte<\/strong> del problema: l\u2019account Windows. L\u2019account Google Workspace sarebbe comunque rimasto separato, e quindi avremmo continuato ad avere due identit\u00e0 digitali scollegate per ogni persona.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche strumenti come <strong>Google Cloud Directory Sync (GCDS)<\/strong> o <strong>Google Password Sync<\/strong> non convincevano: configurazioni complesse, sincronizzazione unidirezionale, e difficolt\u00e0 nel gestire tutto questo <strong>ad anno scolastico in corso<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La realt\u00e0 quotidiana: doppio accesso Windows &#8211; Google<\/h2>\n\n\n\n<p>Nel frattempo, la realt\u00e0 parlava chiaro: <strong>la stragrande maggioranza degli utenti, una volta fatto accesso a Windows, apriva subito Chrome per accedere a Gmail, Classroom o Drive<\/strong>. Due login consecutivi, spesso su PC diversi, ogni giorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Era evidente che bisognava <strong>invertire il paradigma<\/strong>: mettere al centro l\u2019identit\u00e0 Google Workspace, e farla diventare <strong>l\u2019unica credenziale<\/strong> anche per accedere ai PC Windows.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">GCPW: Google Credential Provider for Windows<\/h2>\n\n\n\n<p>La svolta \u00e8 arrivata con l\u2019adozione di <strong>Google Credential Provider for Windows (GCPW)<\/strong>, uno strumento che consente l\u2019accesso a Windows con le credenziali Google. In pratica:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>L\u2019utente accede a Windows con email e password di Google Workspace<\/li>\n\n\n\n<li>Viene creato un utente locale sul PC<\/li>\n\n\n\n<li>Chrome \u00e8 gi\u00e0 configurato e loggato<\/li>\n\n\n\n<li>La password \u00e8 unica<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Avevo gi\u00e0 testato GCPW in passato, ma l\u2019avevo scartato per alcune criticit\u00e0:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>L\u2019utente creato \u00e8 locale, quindi non pu\u00f2 accedere alle risorse AD come condivisioni o stampanti<\/li>\n\n\n\n<li>Non vengono applicate policy o roaming di profilo<\/li>\n\n\n\n<li>Stampare su print server Windows \u00e8 problematico<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Ma oggi quelle criticit\u00e0 sono superabili \u2014 soprattutto se l\u2019<strong>intero ecosistema<\/strong> viene pensato attorno a Google e non pi\u00f9 all\u2019AD.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Stampanti: da server Windows a Linux + PaperCut<\/h2>\n\n\n\n<p>Nel plesso dove c\u2019era gi\u00e0 un print server Windows, ho deciso di <strong>sostituirlo con un server Linux<\/strong>, usando <strong>CUPS<\/strong> e <strong>PaperCut MF<\/strong>. Le motivazioni:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Cups \u00e8 open source, stabile e leggero<\/li>\n\n\n\n<li>Non richiede licenze Windows Server<\/li>\n\n\n\n<li>Nessun problema di autenticazione di dominio<\/li>\n\n\n\n<li>Tutto funziona via IPP\/HTTP<\/li>\n\n\n\n<li>Stampanti installabili con uno script, anche su BYOD<\/li>\n\n\n\n<li>Uno strumento centralizzato per razionalizzare le stampe era necessario, quindi seppur a pagamento serviva qualcosa di centralizzato, trasparente per l&#8217;utente e con funzionalit\u00e0 comode<\/li>\n\n\n\n<li>Ogni utente ha un <strong>PIN unificato<\/strong>, valido ovunque per stampa e copia<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Grazie a PaperCut:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Gli utenti possono stampare via web o email e andare a ritirarsi la stampa indifferentemente su una stampante in uno dei plessi<\/li>\n\n\n\n<li>\u00c8 disponibile <strong>Mobility Print<\/strong> per ogni device<\/li>\n\n\n\n<li>Tutto \u00e8 tracciato e gestito centralmente<\/li>\n\n\n\n<li>Non serve pi\u00f9 l\u2019autenticazione AD: l\u2019utente \u00e8 riconosciuto automaticamente anche col nome utente Google, il PIN \u00e8 usato solo per le fotocopie<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Insomma, abbiamo <strong>tolto di mezzo il dominio anche per la stampa<\/strong>, e funziona molto bene.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">VPN tra sedi: un unico print server per tutta la scuola<\/h2>\n\n\n\n<p>Una volta sistemata la sede pi\u00f9 difficile, ho completato il lavoro unendo i due plessi con una <strong>VPN site-to-site<\/strong>. In questo modo, il server CUPS \u00e8 diventato <strong>unico per tutta la scuola<\/strong>, e tutte le stampanti risiedono l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>A costo zero, abbiamo centralizzato la gestione, semplificato le installazioni e reso il sistema <strong>pi\u00f9 snello, pi\u00f9 moderno e molto pi\u00f9 vicino all\u2019uso reale<\/strong> che utenti e docenti fanno della tecnologia scolastica.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione: meno sistemi, pi\u00f9 efficienza<\/h2>\n\n\n\n<p>Il passaggio da una gestione \u201cvecchio stile\u201d basata su Active Directory e print server Windows a un sistema unificato Google Workspace + GCPW + CUPS + PaperCut ha portato:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Una sola identit\u00e0 per ogni utente<\/strong>, valida ovunque<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Meno manutenzione<\/strong> per il personale IT<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Pi\u00f9 semplicit\u00e0<\/strong> per studenti e docenti<\/li>\n\n\n\n<li>Nessun vincolo AD per la stampa o l\u2019accesso<\/li>\n\n\n\n<li>Un\u2019infrastruttura pi\u00f9 aperta, compatibile e scalabile<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>L\u2019utente che usa un Chromebook accede con Google, senza dover sapere nient\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi usa Windows, invece, si ritrova <strong>gi\u00e0 loggato in Chrome<\/strong> senza alcun passaggio aggiuntivo: con un solo clic pu\u00f2 sincronizzare <strong>preferiti, cronologia e password<\/strong>. E non solo: posso anche <strong>precaricargli i preferiti pi\u00f9 utili<\/strong>, diversi a seconda del gruppo Google di appartenenza (docenti, studenti, amministrativi, ecc.).<\/p>\n\n\n\n<p>In pi\u00f9, anche se ancora in modo limitato, \u00e8 possibile gestire alcune <strong>policy Windows direttamente dalla console di Google<\/strong>. Non siamo ancora al livello delle GPO di AD, ma \u00e8 un primo passo che rende possibile <strong>una gestione centralizzata, anche in ambienti misti<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Ci tengo a precisare che, pur essendo un utilizzatore convinto degli strumenti Google, <strong>non credo che Google sia &#8220;la salvezza dell\u2019istruzione&#8221; n\u00e9 una soluzione universale valida per tutto e per tutti<\/strong>. Non \u00e8 una questione ideologica: semplicemente, in un contesto scolastico dove Google Workspace \u00e8 gi\u00e0 ampiamente adottato e integrato \u2014 tra account, Chromebook, Drive, Classroom, ecc. \u2014 <strong>mi \u00e8 sembrato naturale costruire attorno a questa realt\u00e0 esistente<\/strong>, semplificando la vita agli utenti e riducendo il carico sul personale tecnico.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Non me ne vogliano quindi i fan di Microsoft, di Azure o di qualsiasi altra piattaforma simile. Non si tratta di fare il tifo, ma di <strong>fare funzionare bene ci\u00f2 che gi\u00e0 c\u2019\u00e8<\/strong>!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una scuola, due plessi, mille complicazioni. In questo articolo racconto come ho semplificato l\u2019accesso ai PC Windows e ai servizi digitali passando da una doppia Active Directory a un\u2019unica gestione con Google Credential Provider for Windows (GCPW). Tra scelte open source, qualche riga di codice e un po\u2019 di test sul campo, ho unificato gli account, centralizzato la stampa e reso l\u2019esperienza d\u2019uso pi\u00f9 semplice per tutti: docenti, studenti\u2026 e tecnici.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":156,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[23],"tags":[22,19,16,20,21],"class_list":["post-152","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-gcpw","tag-gcpw","tag-google-workspace","tag-linux","tag-open-source","tag-papercut"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lorzeni.site\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/152","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lorzeni.site\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lorzeni.site\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lorzeni.site\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lorzeni.site\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=152"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/lorzeni.site\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/152\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":166,"href":"https:\/\/lorzeni.site\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/152\/revisions\/166"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lorzeni.site\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/156"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lorzeni.site\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=152"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lorzeni.site\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=152"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lorzeni.site\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=152"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}